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L’epilessia non è una malattia unica e infatti è più corretto parlare di “Epilessie”, perché innumerevoli sono le cause scatenanti e le modalità delle crisi.

E’ quindi impossibile descrivere tutte le forme di epilessia ma, in termini generali, possiamo dire che si tratta di una malattia che si manifesta con scariche eccessive di un gruppo di cellule del tessuto cerebrale, i neuroni.

Durante la crisi si verifica una reazione improvvisa ed abnorme, una sorta di “corto circuito” del tessuto nervoso cerebrale che può comportare un’alterazione, assolutamente involontaria, del comportamento.

Il 70% delle epilessie viene adeguatamente tenuto sotto controllo con i farmaci, il che significa assenza di crisi o crisi molto sporadiche cioè con cadenza annuale o più che annuale.

Il rimanente 30% invece non è adeguatamente controllato dai farmaci con conseguente maggiore frequenza di episodi, tali epilessie sono definite farmaco-resistenti.

In genere le crisi epilettiche non sono pericolose per la vita di un soggetto; possono diventarlo se si verificano quando il soggetto sta compiendo un’attività pericolosa come arrampicarsi su un albero o su un’impalcatura, fare attività subacquea, guidare l’auto, fare il bagno senza essere sorvegliati, etc.

Le crisi sono inoltre pericolose quando si ripetono a distanza di pochi minuti l’una dall’altra o quando durano più di 5-10 minuti.

E’ consigliabile in questi casi chiamare il medico perché il trattamento precoce di crisi prolungate si associa ad una percentuale maggiore di successo.